Ho appena finito un lungo "carteggio" pomeridiano con un modello agentico per mettere a punto un gioco di dama italiana con interfaccia grafica e avversario controllato dall’IA. All’apparenza sembrava tutto semplice: una scacchiera, pedine bianche e nere, mosse obbligatorie, un algoritmo minimax per far ragionare il computer. Poi, giocandoci davvero, sono emersi i primi problemi. Il primo sintomo era chiaro: alcune mosse dell’IA sembravano palesemente sbagliate. Non era una questione di “IA debole”, ma di regole. Il motore permetteva comportamenti non coerenti con la dama italiana, come prese non valide o priorità sbagliate nelle catture multiple. Ho chiesto esplicitamente nel prompt dell'app Windows di verificare di nuovo le regole implementate a primo acchito: presa obbligatoria, maggior numero di pezzi catturati, priorità al pezzo più forte, valore dei pezzi catturati e ordine in cui vengono incontrati. Una volta corretto il motore, però, è arrivato un secondo proble...