Fine-tuning locale di un modello linguistico: successi, limiti e lezioni apprese Ho fatto un nuovo fine-tuning su un piccolo modello linguistico locale. Non volevo limitarmi a dire: “ho addestrato un modello”. Volevo capire una cosa più importante: il nuovo addestramento migliora davvero le risposte? Per verificarlo ho costruito una pipeline completa. Prima ho preparato una serie di prompt di test. Poi ho interrogato il modello base e ho salvato le sue risposte in un file. Successivamente ho costruito un dataset in formato JSONL, con coppie istruzione-risposta, e ho eseguito un fine-tuning leggero tramite adapter. La tecnica usata è stata quella del fine-tuning parametrico efficiente , cioè un adattamento che non modifica tutto il modello, ma addestra solo piccoli componenti aggiuntivi. In pratica, il modello di partenza resta quasi invariato, mentre viene creato un piccolo adapter specializzato. Questo rende l’esperimento molto più leggero, adatto anche a un laptop di fasc...
Il fermento attorno all'Intelligenza Artificiale ha alimentato un mito pericoloso: l'idea che basti premere un bottone per ottenere sistemi complessi, sicuri e personalizzati. Nel mondo delle soluzioni locali e protette — come le architetture RAG (Retrieval-Augmented Generation) — questa è un'illusione. La verità è che l'indipendenza digitale non si compra un tanto al chilo e non tollera la pigrizia intellettuale. Sviluppare una pipeline che colleghi la conoscenza privata al web in totale sicurezza richiede competenza, adattamento e, soprattutto, la volontà di studiare. Chi cerca la soluzione pronta senza sforzo è destinato a fallire al primo aggiornamento software. Costruire un assistente che elabori dati offline non significa installare un'applicazione commerciale. Significa far dialogare componenti radicalmente diversi: file system, interpreti di codice, chiamate API locali e driver hardware. Ogni passaggio di questa catena rappresenta un potenziale p...