Random Forest batte la rete neurale con Orange Data Mining. Ho realizzato un semplice esperimento di classificazione supervisionata con Orange Data Mining, utilizzando il classico dataset Iris. L’obiettivo era riconoscere automaticamente la specie di un fiore a partire da quattro misure: lunghezza e larghezza del sepalo, lunghezza e larghezza del petalo. L’aspetto più interessante è che l’intero esperimento è stato costruito in modalità no-code: nessuna riga di Python, nessuno script, nessuna programmazione manuale. Il flusso di lavoro è stato creato collegando graficamente i widget di Orange: caricamento dati, preprocessing, modello, valutazione e matrice di confusione. In questo modo anche un’attività tipica del machine learning — addestrare e confrontare modelli predittivi — diventa accessibile attraverso un ambiente visuale. Ho confrontato i seguenti due modelli: Random Forest, un algoritmo di machine learning basato su un insieme di alberi decisionali. Neural Netw...
I sistemi RAG ( Retrieval-Augmented Generation ) sono ormai uno standard: un modello linguistico non risponde più “a memoria”, ma recupera i frammenti di testo più pertinenti da una base documentale e li usa come contesto per generare la risposta. Sulla carta il meccanismo è lineare: si dividono i documenti in chunk , si calcola la similarità vettoriale e si passa tutto al modello. Nella pratica, costruirne uno da zero — anziché affidarsi a una libreria preconfezionata — è un esercizio che smonta parecchie certezze. La prima smentita riguarda il retrieval : si tende a pensare che sia solo una questione di vettori, distanze e similitudine del coseno. In realtà, il vero collo di bottiglia è quasi sempre a monte, nella segmentazione del testo. Un chunk troppo corto perde il filo del discorso; uno troppo lungo diluisce la rilevanza metrica e introduce rumore. In un sistema fatto in casa l'impatto di queste scelte è immediato: se il recupero fallisce, quasi mai...