Questa produzione nasce dalla collaborazione tra la mia mente creativa e l’intelligenza artificiale: un dialogo in cui l’idea artistica, la direzione estetica e la visione compositiva sono state guidate dall’intuizione umana, mentre l’IA ha contribuito a trasformare quella visione in una struttura digitale complessa. Il risultato si avvicina all’architettura parametrica contemporanea. Tubi metallici, archi, ramificazioni, nodi e attraversamenti costruiscono una composizione asimmetrica ma bilanciata, quasi un monumento urbano sospeso tra ingegneria poetica e installazione artistica. Per realizzarla non mi sono fermato a un semplice utilizzo creativo dell’IA: mi sono spinto fino alla creazione di un vero server MCP personalizzato , capace di collegare il processo generativo a Blender e trasformare l’intenzione artistica in una scena tridimensionale concreta. Non è una modellazione tradizionale, né un risultato casuale. È una forma nata da una regia creativa aumentata: l...
È nato da un piccolo esperimento di automazione locale: usare Codex Desktop non solo per scrivere codice, ma per entrare in un ciclo operativo con Blender, fino a ottenere un risultato visivo valutabile e migliorabile. L’idea di partenza era semplice: Codex può preparare uno script per Blender, ma il problema è che, senza feedback, lavora quasi alla cieca. Scrive codice, ma non vede davvero cosa succede nella scena. Allora ho costruito una piccola pipeline automatica. Il ciclo funziona così: Codex modifica lo script ↓ PowerShell intercetta il salvataggio ↓ Blender si avvia in background ↓ Blender esegue lo script ↓ viene salvata la scena modificata ↓ viene generato un render PNG ↓ Codex usa immagine e log come feedback ↓ Codex corregge di nuovo lo script In pratica ho creato una sorta di ciclo chiuso creativo. Non è un MCP standard, perché non c’è un server MCP vero e proprio con tool esposti...