Può un algoritmo imparare a distinguere un drago da un grifone, una sirena da un vampiro o un golem da un unicorno? Naturalmente queste creature non esistono nel mondo reale, ma proprio per questo costituiscono un ottimo terreno di sperimentazione. Eliminando per un momento problemi concreti come diagnosi mediche, frodi bancarie o guasti industriali, possiamo osservare il funzionamento di un modello di intelligenza artificiale in modo semplice, visivo e divertente. Da questa idea nasce Il Bestiario Artificiale , un esperimento realizzato con Orange Data Mining e il widget CN2 Rule Induction . Un archivio di creature fantastiche Il workflow genera automaticamente un dataset composto da 168 creature , suddivise in sei specie: Drago Grifone Sirena Vampiro Golem Unicorno Ogni creatura viene descritta attraverso caratteristiche osservabili, proprio come avverrebbe in un antico manuale di zoologia fantastica. Gli attributi utilizzati sono: ...
C’è un momento preciso, nel lavoro di chi analizza i dati, in cui ci si sente un po’ come il professor Franzò di Sciascia: circondati da una complessità monumentale che, a guardarla bene, nasconde una spiegazione lineare, In questo mio esperimento su Orange Data Mining , l'obiettivo è stato tanto elementare quanto cruciale: dare in pasto a un algoritmo un dataset “sporco” — pieno di variabili fisiche e ambientali come la temperatura della stanza, l'umidità e persino il codice del colore — per vedere se il sistema fosse in grado di isolare l'unica vera legge geometrica sottostante: l'area di un cilindro ( A = 2 π · r · h + 2 π · r² ). Il verdetto del widget Rank è stato spietato e bellissimo. Nel romanzo di Sciascia, si cercano piste intricate, complotti e spiegazioni fumose per quello che è, fondamentalmente, un delitto evidente. Così si viene a creare molto “rumore” investigativo. Nel nostro dataset è successa la stessa cosa, ma al contrario. Gli algoritmi di rank...