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Impariamo a costruire le nostre foreste




Possiamo paragonare l'algoritmo Isolation Forest alla struttura ad albero del prompting, ma con un'importante differenza: mentre l'Isolation Forest isola le anomalie con split casuali, il nostro albero delle domande al chatbot viene generato dalle suddivisioni guidate da risposte e criteri decisionali specifici. 
Come vediamo nel grafo, dal prompt iniziale P0 “Cos'è l'Isolation Forest e come rileva le anomalie?” otteniamo una risposta R0 che spiega i tre principi fondamentali: l'isolamento attraverso partizioni ricorsive, il principio di facilità di isolamento delle anomalie e l'utilizzo della struttura ad albero.
Il punto decisionale D1 è cruciale: valuta se la risposta chiarisce il funzionamento base dell'algoritmo. 
In base a questa valutazione, possiamo procedere con l'esplorazione dell'implementazione attraverso tre percorsi principali: P1-A per il real-time, P1-B per il batch, o P1-C per l'approccio ibrido.
La topologia dell'albero si sviluppa con precisione: ogni prompt principale (P1-A, P1-B, P1-C) genera risposte (RA, RB, RC) che contengono informazioni specifiche sull'implementazione. 
Ad esempio, RA ci informa sui requisiti dello stream processing, del buffer di memoria e dell'aggiornamento incrementale del modello, evidenziando le sfide di latenza e accuratezza.
Ogni ramo si sviluppa ulteriormente con prompts più specifici (P1.1-A, P1.2-A, ecc.) che generano risposte dettagliate (RA1, RA2, ecc.) contenenti requisiti tecnici, strategie e metriche precise. 
Per esempio, RA1 specifica i requisiti minimi di sistema per l'implementazione real-time, mentre RA2 delinea le strategie per gestire il trade-off tra velocità e accuratezza.
L'incrocio delle prospettive viene esplorato nel ramo C, dove il prompt P1-C indaga la possibilità di combinare gli approcci real-time e batch. 
La risposta RC delinea un approccio ibrido realizzabile, seguito da prompts specifici (P1.1-C, P1.2-C) che esplorano la sincronizzazione dei sistemi e le metriche di valutazione.
La forza di questo albero del prompting risiede nella sua capacità di guidare non solo le domande, ma anche le decisioni basate sulle risposte, fornendo sempre criteri chiari e metriche specifiche. 
Non si tratta più di semplici variazioni di prompt, ma di un vero e proprio framework decisionale che integra risposte concrete (R), punti decisionali (D) e metriche di valutazione a ogni livello.
Se al termine di una sessione di chat alcuni rami risultano più corti di altri, questo può significare che:
  • il dialogo ha incontrato un vicolo cieco dove le risposte non hanno portato a ulteriori sviluppi utili
  • la qualità delle risposte in quel ramo non ha soddisfatto i criteri decisionali per procedere oltre
  • si è scoperto precocemente che quella direzione non è promettente
  • non è stato necessario approfondire ulteriormente perché gli obiettivi sono già stati raggiunti







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