"La storia delle reti neurali" è un saggio divulgativo che ripercorre l'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale, dai pionieristici modelli degli anni '40 fino all'era del Deep Learning. Un racconto fatto di entusiasmi, fallimenti e geniali intuizioni che spiegano come le macchine abbiano imparato a pensare. Indice dei capitoli Capitolo 1 — Le origini e il sogno del "cervello elettronico" Capitolo 2 — L'inverno dell'Intelligenza Artificiale Capitolo 3 — Il rinascimento e la magia della retropropagazione Capitolo 4 — L'ascesa delle macchine visive: le reti convoluzionali Capitolo 5 — L'esplosione del Deep Learning: Big Data e GPU Capitolo 6 — L'era dell'attenzione: la rivoluzione dei Transformer Capitolo 7 — L'alba dell'IA generativa e i grandi modelli linguistici Capitolo 8 — La scatola nera: etica, pregiudizi e il problema dell'allineamento Capitolo 9 — Oltre il Deep Learning: la strada verso l'Inte...
La mia riflessione numero 11 , “Un piacevole vasetto di miele”, rivela un'ironica inversione semantica: mentre nel linguaggio delle emozioni una luna di miele (honeymoon) promette dolcezza autentica, nel gergo informatico un “vasetto di miele” (honeypot) nasconde un'insidia digitale.
È interessante notare come la strategia dell'apparente vulnerabilità, nata in ambito informatico per intrappolare gli hacker, possa essere utilizzata anche nei rapporti interpersonali, dove il fingersi ingenui, o “persone semplici” che dir si voglia, può servire a smascherare le vere intenzioni altrui.
Fingere ingenuità o debolezza può essere un bel trucco per saggiare le reali intenzioni delle persone con cui siamo costretti a interagire.
Personalmente trovo le verifiche sempre entusiasmanti, soprattutto se danno risultati inattesi e positivi.
Il riferimento al tenente Colombo rende tutto più chiaro: l'apparente sbadataggine del suo famosissimo personaggio è in realtà un'arma raffinata per far cadere gli assassini nella sua trappola.
Un piacevole vasetto di miele
Sicuramente i più conosceranno il significato del termine honeymoon, anche per averlo vissuto,
decisamente di meno saranno quelli che sanno spiegare un honeypot.
L'honeypot è un sistema o una risorsa di rete deliberatamente vulnerabile, progettata per apparire come un bersaglio attraente per gli hacker. A differenza dei sistemi di produzione, un honeypot non ha un valore intrinseco legato ai dati che ospita, ma serve unicamente ad attrarre l'intrusore, a tracciare le sue attività ed eventualmente individuarlo. Sembrerebbe roba da esperti informatici e invece si applica anche alle relazioni interpersonali: ci si finge persona semplice per smascherare le vere intenzioni dell'altro. Il tenente Colombo non vi ricorda nulla?
decisamente di meno saranno quelli che sanno spiegare un honeypot.
L'honeypot è un sistema o una risorsa di rete deliberatamente vulnerabile, progettata per apparire come un bersaglio attraente per gli hacker. A differenza dei sistemi di produzione, un honeypot non ha un valore intrinseco legato ai dati che ospita, ma serve unicamente ad attrarre l'intrusore, a tracciare le sue attività ed eventualmente individuarlo. Sembrerebbe roba da esperti informatici e invece si applica anche alle relazioni interpersonali: ci si finge persona semplice per smascherare le vere intenzioni dell'altro. Il tenente Colombo non vi ricorda nulla?
