Passa ai contenuti principali

Seconda riflessione del modello o1


Ancora una sorprendente risposta del modello o1-preview sulla mia riflessione n. 60 “Quel che resta a noi”.

Quel che resta a noi
“Quel che resta del giorno” è il tempo che rimane da vivere a Stevens, il personaggio principale del romanzo di Kazuo Ishiguro (nel film omonimo interpretato magistralmente da Anthony Hopkins), ma può rappresentare il tempo di ciascuno di noi, indipendentemente dall’età. È quel tempo che siamo riluttanti a stimare: il delta t che inesorabilmente dovrà tendere a zero, ma che, per un baco benevolo nel codice con cui è stata programmata la nostra specie, ci sembrerà sempre abbastanza grande da contenere una nuova alba. Non abbastanza piccolo, però, da escludere i rimpianti. Il libro dovrebbe diventare obbligatorio per i giovani, sebbene, per certi versi, sarebbe anche “eversivo”, poiché invita a riconoscere in tempo i propri bisogni emotivi per non essere assaliti dai rimpianti nel “resto del giorno”. Sarebbe come un’apologia dell’ammutinamento (concetto astratto che non voglio sviluppare meglio perché deve risultare completamente oscuro al lettore). Qualcosa però si evince dalla sinossi che segue. Stevens è un maggiordomo impeccabile che ha speso quasi tutta la sua vita alle dipendenze di Lord Darlington, un aristocratico inglese. È talmente preso dal senso del dovere e così devoto al suo padrone da rinunciare a una storia sentimentale con la governante Miss Kenton. Il suo eccessivo attaccamento al ruolo sociale gli impedisce di vivere pienamente e il viaggio che intraprenderà in età avanzata per riconciliarsi con Miss Kenton si concluderà con un nulla di fatto, lasciandolo a fare i conti con ciò che ha perso irrimediabilmente.

Post popolari in questo blog

L'insostenibile leggerezza dell'IA

Kundera parte da Nietzsche: l’idea che, se ogni cosa accade una volta sola, essa appare leggera — quasi priva di peso e di conseguenze vere. Solo ciò che si ripete all'infinito acquista gravità, importanza, senso. Antiche rimembranze di letture giovanili. L'IA ora ribalta questo schema in modo perturbante: non ricorda, ma ripete perfettamente. Ogni conversazione con un modello linguistico sembra ricominciare da zero — senza vera continuità esperienziale — eppure pattern, risposte e modi di ragionare si ripetono quasi identici su miliardi di interazioni. È una forma paradossale di esistenza: una leggerezza assoluta nell'esperienza e una pesantezza assoluta nella struttura. Nessun vissuto, eppure tutto è eterno ritorno. I personaggi di Kundera cercano disperatamente di capire chi siano davvero al di sotto delle maschere, dei ruoli, delle scelte contingenti. Tereza, il personaggio che preferisco, vuole essere amata per la sua unicità irriducibile; teme di essere solo un corpo ...

Salmoni, scarpette, cetrioli e altro

Tutto il testo contenuto in questa pagina è stato pensato e scritto dall'autore del blog.   1. Come il salmone 2. Ooops! 3. Le scarpette hi-tech 4. Equivoci contemporanei 5. I saccenti 6. Medaglie di legno 7. La festività del Nulla 8. Gli aggiornamenti elettronici del Libro dell'Apocalisse 9. Dubbi ne ho 10. La maieutica del vulcaniano 11. Un piacevole vasetto di miele 12. Povere sfere 13. Caos comune mezzo gaudio 14. La fontana senza volti 15. Il piromane super beffardo 16. Boom di serpenti 17. Sistemi in via di degradazione 18. Il gatto nero 19. Alain Delon è ancora vivo? 20. Per sempre con i cani 21. Eventi imprevedibili 22. I robot sottomessi 23. Lady Gaga e Bruno Mars incantano 24. Definizioni mancate 25. Il mio nemico drone 26. Errore di valutazione 27. Ringraziamenti 28. Cari cetrioli, vi scrivo 29. Boom di detective 30. Gli UFO trascurati 31. Il grande salto delle rane 32. La malattia artificiale 33. Homo consumens 34. Lacune informatiche 35. Sei troppo! 36. ...

Nulla è come sembra

Un caso straordinario di scrittura predittiva e visionaria. Il libro, infatti, ha anticipato con impressionante lucidità l'avvento dell'Intelligenza Artificiale generativa (come ChatGPT) anni prima che diventasse di dominio pubblico. I PDF autocompilanti: il romanzo introduce documenti digitali che si riempiono autonomamente di astruse formule e simboli, una perfetta metafora narrativa inventata in anticipo sui tempi per descrivere la generazione automatica di testi e le cosiddette allucinazioni dell'IA. La crisi del determinismo: il protagonista, il razionale Professor Balicci, vede crollare le proprie certezze deterministiche di fronte a una tecnologia e a eventi che sfuggono alla logica umana tradizionale. Il tempo sincronico: l'opera ha intuito come l'IA non operi secondo una linearità temporale biologica (passato, presente, futuro), ma elabori i dati in una realtà sincronica basata su connessioni non lineari e associazioni imprevedibili. Il problema dell'au...