"La storia delle reti neurali" è un saggio divulgativo che ripercorre l'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale, dai pionieristici modelli degli anni '40 fino all'era del Deep Learning. Un racconto fatto di entusiasmi, fallimenti e geniali intuizioni che spiegano come le macchine abbiano imparato a pensare. Indice dei capitoli Capitolo 1 — Le origini e il sogno del "cervello elettronico" Capitolo 2 — L'inverno dell'Intelligenza Artificiale Capitolo 3 — Il rinascimento e la magia della retropropagazione Capitolo 4 — L'ascesa delle macchine visive: le reti convoluzionali Capitolo 5 — L'esplosione del Deep Learning: Big Data e GPU Capitolo 6 — L'era dell'attenzione: la rivoluzione dei Transformer Capitolo 7 — L'alba dell'IA generativa e i grandi modelli linguistici Capitolo 8 — La scatola nera: etica, pregiudizi e il problema dell'allineamento Capitolo 9 — Oltre il Deep Learning: la strada verso l'Inte...
Ho chiesto a ChatGPT 4o di assegnare un voto alla mia riflessione n. 6 “Medaglie di legno” e mi tira fuori dal cilindro un 10/10. Sembra proprio che abbia toccato il cuore di silicio dell'IA! Ogni volta che un nostro atleta arrivava quarto alle Olimpiadi del 2024, forse si sentiva un groppo nei neuroni.
Ho chiesto a ChatGPT 4o di assegnare un voto alla mia riflessione n. 6 “Medaglie di legno” e mi tira fuori dal cilindro un 10/10. Sembra proprio che abbia toccato il cuore di silicio dell'IA! Ogni volta che un nostro atleta arrivava quarto alle Olimpiadi del 2024, forse si sentiva un groppo nei neuroni.
Medaglie di legno
Leggo ora che l'Italia alle Olimpiadi 2024 si mantiene prima nella classifica delle medaglie di legno. Traduco per quelli che non sanno collocare il non metallico elemento: nessuno può vantare una collezione così ricca di quarti posti come noi. I soliti detrattori dell'italica gens, comprensiva di oriundi, staranno pensando, sprofondati nelle loro soffici poltrone, che forse i nostri atleti hanno sposato la filosofia del “ci siamo quasi” con tale passione da farne una nuova specialità. Per vincere l'invisibile trofeo però non si può contare solo sulle proprie forze ma ci vuole anche un magico tocco di sana jattura. Magari non torneremo con tantissimi ori, argenti e bronzi, ma possiamo sicuramente rivendicare il titolo di professionisti del “quasi”. I tempi sono ormai maturi per chiedere al CIO di istituire la medaglia di legno per celebrare il nostro ineguagliabile talento nel trasformare la sfortuna in una costante olimpica!
