Prima di sparire, il giovane fisico Ettore Majorana scrisse due brevi messaggi: uno destinato alla sua famiglia, l'altro ad Antonio Carrelli, che dirigeva l'Istituto di Fisica napoletano.
Per generazioni, storici, filosofi e biografi hanno riletto più volte e interpretato queste lettere in molteplici modi. Oggi, tuttavia, disponiamo di uno strumento inedito: sistemi di Intelligenza Artificiale sofisticati capaci di esaminare la tessitura linguistica, misurandone parametri come l'ambiguità e la consistenza logica interna.
Con essi possiamo individuare dove e come Majorana abbia intenzionalmente costruito significati multipli.
L'analisi si è basata su cinque parametri linguistici per quantificare il livello di ambiguità: la Modal Density, ovvero la frequenza di locuzioni che esprimono incertezza, possibilità o propositi non categorici (come “spero”, “forse”, “ho intenzione di”); il Contradiction Index, che identifica la coesistenza di scenari contraddittori all'interno dello stesso scritto; l'Under-specification Index, che calcola quanto il testo alluda a motivazioni senza mai dichiararle apertamente; il Deferred Resolution Index, che segnala quando la spiegazione viene rinviata a un momento successivo; e il Register Mismatch Index, che evidenzia eventuali incongruenze tra registro linguistico e serietà del contenuto.
Sono strumenti che un essere umano può intuire, ma che un’IA può applicare in modo rigoroso, sistematico e comparabile.
Quando l’IA applica questi indicatori alla lettera indirizzata a Carrelli, emerge una struttura sorprendentemente complessa.
Il testo sostiene almeno tre scenari contraddittori (ritorno, ritiro dall’insegnamento, rifiuto del suicidio), utilizza formule volutamente vaghe, lascia del tutto indefinita la natura del “caso differente” e adotta, per paradosso, un tono burocratico in un contesto esistenziale drammatico.
Il punteggio di ambiguità calcolato dall’IA è molto alto, circa 0.67 su 1: un valore che indica un documento costruito per mantenere aperte più interpretazioni contemporaneamente, non per comunicare una decisione chiara.
Quando invece l’IA analizza la lettera alla famiglia, il testo risulta quasi l’opposto. È breve, lineare e non contiene contraddizioni interne. L’ambiguità si concentra esclusivamente sulle motivazioni del gesto, che non vengono mai spiegate. Per questo l’Ambiguity Score calcolato scende a circa 0.24, molto più vicino al valore tipico di un biglietto d’addio in cui manca la causa, ma non la direzione dell’azione.
Il confronto tra le due lettere, ottenuto grazie al modello di Intelligenza Artificiale, rivela un quadro coerente e fino a oggi difficilmente dimostrabile con metodi tradizionali: Majorana parla alla famiglia con un registro personale e definitivo, mentre a Carrelli, cioè al mondo scientifico ed esterno, lascia un testo studiato per rimanere indecidibile. Non un codice nascosto, non un messaggio segreto da decifrare, ma un dispositivo linguistico costruito per impedire che la sua scelta venisse classificata in modo univoco.
La tecnologia dell’IA non risolve il mistero della sua scomparsa, ma conferma con precisione analitica ciò che per anni è stato solo un sospetto: Majorana non voleva essere capito fino in fondo, e ha modellato le sue parole in modo da far sì che nessuna interpretazione potesse chiudere definitivamente il caso.
