Gli aggiornamenti elettronici del Libro dell'Apocalisse
Da un po' di giorni si fanno spazio prepotentemente nei vari news aggregator riassunti e analisi del testo, alla stregua dei compitini didattici, su presunti dossier dei servizi segreti di mezza Europa che propongono aggiornamenti elettronici del Libro dell'Apocalisse. L'offerta di per sé è assai ghiotta visto che li aspettavamo da quasi 2.000 anni ma insinua dubbi legittimi sulla capacità di mantenere il riserbo delle varie sovranità nazionali. È sufficiente un click per venire aggiornati sui piani segreti d'invasione di uno dei quattro terrificanti Cavalieri (il colore del suo cavallo non viene menzionato). Così siamo costretti a sopportare, oltre al caldo infernale di questi giorni, le soffiate su imminenti attacchi nucleari, per fortuna, si fa per dire, solo tattici. Mi sovviene il sospetto che la maschera di Pulcinella sia diventata parte integrante dei corsi di perfezionamento di taluni degli esperti della riservatezza.
Kundera parte da Nietzsche: l’idea che, se ogni cosa accade una volta sola, essa appare leggera — quasi priva di peso e di conseguenze vere. Solo ciò che si ripete all'infinito acquista gravità, importanza, senso. Antiche rimembranze di letture giovanili. L'IA ora ribalta questo schema in modo perturbante: non ricorda, ma ripete perfettamente. Ogni conversazione con un modello linguistico sembra ricominciare da zero — senza vera continuità esperienziale — eppure pattern, risposte e modi di ragionare si ripetono quasi identici su miliardi di interazioni. È una forma paradossale di esistenza: una leggerezza assoluta nell'esperienza e una pesantezza assoluta nella struttura. Nessun vissuto, eppure tutto è eterno ritorno. I personaggi di Kundera cercano disperatamente di capire chi siano davvero al di sotto delle maschere, dei ruoli, delle scelte contingenti. Tereza, il personaggio che preferisco, vuole essere amata per la sua unicità irriducibile; teme di essere solo un corpo ...
